Tassa Salva Sport congelata anche per il bene dello Stato

Tassa Salva Sport congelata anche per il bene dello Stato

Legislazione

Tutto come da programma per la tassa Salva Sport. Il Consiglio di Stato ha infatti confermato il proprio orientamento e ha sospeso il pagamento della quota aggiuntiva – i 30 milioni – dell’imposta. Tutto questo fino all’udienza di merito che si terrà il 5 dicembre. Di lì a un paio di mesi metterà la parola fine a questa lunga vicenda. Sempre che non preferisca girare la patata bollente alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia Europea.

Adesso bisogna capire che dice la norma

Il problema infatti è che bisogna dare una lettura inequivocabile della norma che ha istituito il prelievo. La tassa infatti è nata in periodo di pandemia. Si chiedeva ai bookmaker di versare lo 0,5% delle scommesse raccolte un quell’anno e nel successivo. Questi soldi sarebbero poi serviti a alimentare un fondo da destinare allo sport in difficoltà.

La norma prevedeva un tetto di 40 milioni per il primo anno, e di 50 milioni per il secondo. Per lungo tempo, tutti – ADM compresa – hanno interpretato quelle parole in un unico modo. Ovvero, che una volta raggiunte quelle soglie, gli operatori delle scommesse non fossero più tenuti a pagare il prelievo. Così è stato. Il tetto è stato raggiunto con qualche mese di anticipo sia nel 2020, sia nel 2021. E la stessa Amministrazione a quel punto ha detto ai bookmaker di sospendere il pagamento.

La storia di questa tassa decisamente controversa sembrava ormai chiusa. All’inizio di quest’anno, tuttavia, la Ragioneria dello Stato e la Corte dei Conti hanno fornito una lettura completamente diversa di quella norma. In sostanza, il tetto dei 40 e dei 50 milioni riguarda solamente i trasferimenti al fondo Salva Sport, ma non il pagamento della tassa. Gli operatori quindi sono tenuti a versare lo 0,5% della raccolta per tutto il periodo. E le somme che eventualmente avanzano restano all’erario.

Di conseguenza gli operatori hanno ricevuto la richiesta di versare altri 30 milioni. Immancabili i ricorsi giudiziari, però, con una sentenza di inizio estate, il Tar ha confermato la tesi della Ragioneria e della Corte dei Conti.

Il pagamento della tassa potrebbe danneggiare anche l’Amministrazione

Ora, con l’ordinanza emessa nelle scorse ore, il Consiglio di Stato non si sbilancia molto. Spiega appunto che il nocciolo della questione è l’interpretazione della norma, e che il Fondo Salva Sport ha ricevuto i soldi a cui aveva diritto. Resta da decidere sull’extra, ma “nessun danno o pericolo di danno si produrrebbe quindi con riguardo alla specifica finalità di sostegno allo sport“.

Conviene quindi sospendere il pagamento, e qui c’è un passaggio piuttosto sibillino. I giudici infatti sottolineano che questa decisione difende non solo gli interessi dei bookmaker – che comunque dovrebbero sborsare una somma piuttosto rilevante – ma anche quelli della pubblica amministrazione. “L’attività di riscossione” infatti deve essere “esercitata entro un quadro di plausibile certezza, anche per evitare inutile dispendio di attività amministrativa nel caso si dovesse far poi luogo alle restituzioni“.

Gioel Rigido