Ceasars ingloba William Hill ma non vede oltre i confini USA

Ceasars ingloba William Hill ma non vede oltre i confini USA

  • Lo storico marchio inglese delle scommesse passa in mani americane
  • Il colosso dei casinò Ceasars ha presentato un’offerta da 3,7 miliardi di dollari, e gli azionisti hanno accettato con una maggioranza schiacciante
  • Fin da subito però Ceasars è sembrata puntare solo alle operazioni USA, e potrebbe spacchettare il bookmaker inglese. Un’ipotesi che fa gola a molti

 

Si prepara a passare di mano uno degli storici bookmaker inglesi, probabilmente una delle compagnie di gambling più iconiche al mondo, e l’annuncio suona un po’ come la fine di un’era. Non solo perché c’è la possibilità – molto concreta – che la compagnia venga smembrata, ma soprattutto perché alcune si sono già fatte avanti puntando questo o quel pezzo. Da anni, a livello mondiale, si è innescato un processo di consolidamento del mercato: tra fusioni e acquisizioni varie gli operatori sono diventati sempre più grandi. E sono sempre meno. Ma questo fa sembrare il mondo dei giochi sempre più piccolo.

 

Anche William Hill ha giocato la sua parte, si è fatto strada ad esempio in Australia o negli Stati Uniti acquisendo esempio una serie di bookmaker locali. E anche in Europa ha concluso delle operazioni eccellenti, come l’acquisizione di MrGreen del 2018. Ma non ha mai ceduto ai matrimoni principeschi come quelli che hanno unito bwin e PartyGaming, Paddy Power e Betfair, o Ladbrokes e Gala Coral. Poi, giovedì scorso l’assemblea degli azionisti di William Hill ha approvato l’offerta di acquisto di un colosso statunitense dei casinò – la Caesars Entertainment – peraltro con una maggioranza decisamente ampia, i voti favorevoli hanno raggiunto l’86,6% del pacchetto azionario. Adesso, l’operazione dovrà ottenere il via libera degli enti di controllo di diversi Paesi – in particolare delle autorità antitrust – secondo la Ceasars comunque l’operazione verrà portata a termine entro il primo trimestre dell’anno prossimo, probabilmente per marzo 2021. La compagnia americana ha messo sul piatto 3,7 miliardi di dollari (2,9 miliardi di sterline), e di fatto non ha avuto rivali nell’operazione, anche perché aveva ottenuto fin da subito il sostegno del direttivo di William Hill.

 

In realtà nei mesi scorsi si era fatto avanti anche un fondo di investimenti statunitense, Apollo Global Management, già molto attivo nel settore dei giochi – in Gran Bretagna controllava Gala Coral fino alla fusione con Ladbrokes del 2015, e circa un anno fa ha acquisito il controllo dell’italiana Gamenet. Apollo però si è sganciato circa una settimana fa, anche se c’è la possibilità che possa rientrare in gioco in un secondo momento. Il fondo si investimento infatti vuole soprattutto le operazioni in Europa, che invece sono il business meno interessante per la Ceasars.

 

La compagnia di casinò punta principalmente a sfruttare il ramo americano, anche perché da anni ha una collaborazione con William Hill per sviluppare l’offerta delle scommesse sportive e adesso non dovrà spartire la torta con nessuno. Il bookmaker inglese era già il partner tecnologico della Eldorado Resorts – che giusto a luglio ha completato la fusione con la stessa Ceasars – ne è nato un gigante che solo negli USA controlla 60 case da gioco in 16 Stati. Adesso, inglobando William Hill, tratterrà interamente i proventi delle scommesse, un settore che oltretutto lì è in fortissima crescita. In realtà però, William Hill non si è fermato a questa collaborazione. Anche perché è stata una delle prime compagnie europee a entrare nel mercato a stelle e strisce, è lì fin dal 2012, e ha creato una fitta rete di partnership e joint venture. Ad esempio gestisce i due sistemi centrali per la raccolta delle scommesse creati dal Delaware e dal Rhode Island, il primo assieme a Scientific Games, il secondo con IGT. E poi si è assicurata le licenze in praticamente tutti gli Stati che hanno legalizzato le scommesse. Ai fatti, è uno dei maggiori, se non addirittura il maggiore, bookmaker a stelle e strisce.

 

Il problema però è che Ceasars non sembra avere grandi progetti  per il resto di William Hill, anche se stiamo parlando di una compagnia che controlla 2.300 betting shop in Gran Bretagna e offre scommesse e  casinò online in mezza Europa – a iniziare dall’Italia e dalla Spagna – e in mercati particolarmente ricchi come l’Australia. Fin dall’inizio – ovvero dallo scorso settembre, quando la Ceasars ha formalizzato la proposta di acquisizione – si rincorrono le voci di un possibile spacchettamento. Apollo quindi potrebbe tornare alla ribalta nel giro di qualche mese.

 

Ma c’è già un altro soggetto interessato, la GVC che a suon di acquisizioni è già adesso una sorta di leviatano del settore dei giochi: non solo riunisce marchi del calibro di bwin, Sportingbet, partypoker, partycasino, Foxy Bingo, ma nel 2018 ha persino inglobato gli storici rivali di William Hill: Ladbrokes Coral. Chiaramente al momento si tratta di semplici speculazioni, e la prima cosa da chiedersi è cosa direbbero nel caso le varie autorità antitrust, a iniziare da quella inglese. Intanto però il Ceo di GVC Shay Segev sta già accarezzando l’idea: “La mia attitudine mi dice di analizzare una simile opportunità. Di certo, alla fine dei conti, tutto ha un prezzo”, ha detto a Bloomberg. “Ma se c’è la possibilità, è qualcosa che dobbiamo assolutamente prendere in considerazione”. Qualunque cosa succederà, di certo il brand di William Hill non è a rischio, ma c’è da augurarsi che anche un’identità così forte non venga intaccata.

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