La Germania apre al gioco online. Con un po’ di tolleranza

La Germania apre al gioco online. Con un po’ di tolleranza

  • Dopo nove anni arrivano le licenze per il gioco online
  • Per accettare le prime scommesse bisognerà aspettare ancora qualche mese, ma per gli operatori è comunque un traguardo storico
  • E finalmente arrivano anche poker e casinò online

La Germania ce la fa e rilascia le prime 15 licenze per il gioco online, e il mercato è finalmente pronto a partire. O quasi. La prudenza è d’obbligo, non solo perché ci sono voluti 9 anni per arrivare a questo momento, ma anche perché adesso gli operatori dovranno adeguarsi agli standard tecnici richiesti, e GVC informa che sta lavorando gomito a gomito con l’ente regolatore per iniziare a raccogliere scommesse e giocate quanto prima, ma prevede che ci vorrà qualche mese. Insomma, nella migliore delle ipotesi, bisognerà attendere l’inizio del 2021. E comunque queste licenze non sono definitive, ma serviranno a traghettare dolcemente il mercato verso il regime del GlüNeuRSt, la nuova legge sul gioco che entrerà in vigore il 1 luglio del 2021.

 

Per la cronaca ai nastri di partenza ci sono GVC Holdings (con i marchi Ladbrokes, Sportingbet, bwin e Gamebookers), Gauselmann Group (che opererà attraverso la controllata maltese Cashpoint), le tedesche Tipico e Tipwin, Bet365, Novomatic (sotto il brand di Admiral Sportwetten), I.B.C Sportsbetting (WettArena.de), Neo.Bet (Greenvest Betting), Jaxx, Tipin (Tipbet), Playtech (HPYBET) e BetVictor (che opera in partnership con il tabloid Bild). Complessivamente rappresentano circa il 75% del mercato tedesco delle scommesse.

La Germania prova a legalizzare per la prima volta il gioco online nel 2011, per evitare che la Commissione Europea – spinta anche dalle censure sollevate dalla Corte di Giustizia – apra una procedura di infrazione. I 16 Land – gli Stati che formano la Repubblica Federale, sul gioco la competenza spetta a loro – varano una prima versione del Trattato, legalizzando le sole scommesse sportive. Si tratta di una prova, i 16 Stati lo dicono fin da subito che intendono valutare l’evolversi della situazione. E infatti si prevede che il Trattato resti in vigore solo per 7 anni, fino al 2018. Le licenze in palio sono pochissime, appena 20 per l’intera Repubblica. E la gara oltretutto viene bandita solo due anni dopo. Si fanno avanti 35 operatori, ne vengono selezionati 20, e i 15 esclusi intentano una serie di ricorsi. E riescono a far riconoscere a diversi giudici che la procedura di gara non è stata trasparente. E’ il 2015 e bisogna ricominciare da capo.

 

I Land se la prendono comoda e tornano a discutere di una nuova versione del Trattato circa un anno dopo. A questo punto qualche Land chiede di legalizzare tutti i giochi online, ma prevalgono gli Stati più prudenti e si correggono solamente le criticità del Trattato, anche se poi viene definita la seconda versione. Almeno salta il tetto delle licenze, i 35 operatori che hanno partecipato alla gara ottengono l’autorizzazione e si arriva finalmente a aprire il mercato. Il problema è che è il 2017, il termine di scadenza si avvicina e i Land devono tornare subito a negoziare.

 

Anche con il terzo Trattato, i Land seguono un atteggiamento prudente e scelgono di nuovo di non legalizzare poker e casinò online. E per le scommesse sportive, oltretutto, conservano gran parte dei limiti adottati in precedenza. L’unica vera novità è che cade definitivamente il tetto delle licenze, quindi chiunque vorrà offrire le proprie quote non dovrà fare altro che partecipare alla gara. Pure per la terza versione viene fissato un orizzonte temporale brevissimo, resterà in vigore dal 1 gennaio 2020 al 30 giungo 2021, un anno e mezzo. Anche questo Trattato però finisce di fronte a un giudice e cade. Siamo ad aprile scorso, e il Consiglio Regionale di Darmstadt afferma che alcuni operatori sono stati favoriti: partecipando a un evento informativo infatti hanno ottenuto delle informazioni che agli altri non sono state rivelate. Insomma, poca trasparenza anche qui.

 

Intanto però arriva la nuova legge sul gioco, i Land non lo definiscono Quarto Trattato, ma GlüNeuRSt. Entrerà in vigore appunto a metà 2021 e finalmente gli Stati legalizzano tutto il portfolio di prodotti, anche se poi gli operatori devono osservare una serie di limiti su puntate, jackpot, bonus e così via. Il problema è che a quel giorno manca quasi un anno, e intanto “Dopo che i tedeschi nel 2019 hanno scommesso 9,3 miliardi di euro, il Legislatore non può più far finta di non conoscere le potenzialità del mercato” sottolinea giustamente Mathias Dahms, presidente del DSWV l’associazione che riunisce i bookmaker tedeschi. Insomma, non si può semplicemente aspettare.

 

A settembre i Primi Ministri dei Land danno vita a quella che viene ribattezzata “policy della tolleranza”,  perché lo Stato tollererà il gioco, o meglio qualche strappo alle regole, se gli operatori si impegnano a rispettare una serie di rigidi requisiti. Lì per lì i bookmaker storcono il naso, perché detta così sembra che abbiano solo qualche settimana di tempo per portare a termine un processo che normalmente richiede mesi. Ma alla fine il Ministero degli Interni dell’Assia – il soggetto deputato a emettere le licenze federali – e il Consiglio Regionale di Darmstadt riescono a trovare la quadra.  “Siamo grati al Ministero e a giudici di aver trovato il modo di concludere la gara in un modo trasparente e incentrato sul risultato” aggiunge ancora Dahms. “Adesso questo scambio costruttivo tra autorità e operatori deve proseguire e il mercato nero deve essere sistematicamente prosciugato”. Insomma, l’obiettivo è di varare un regime provvisorio che resti in piedi per qualche mese, con l’impegno di tutti, e probabilmente questo stillicidio ha logorato tutti.

 

Gli operatori che ottengono le licenze, possono offrire non solo le scommesse sportive, ma anche – in prova – il poker online e i giochi da casinò. Per questi ultimi però devono rispettare i limiti fissati dal GlüNeuRStV, anche se non è ancora entrato in vigore. In generale, poi, i bookmaker devono connettere le piattaforme di gioco al sistema di autoesclusione OASIS e sottoporsi a un sistema rigido di controlli per evitare il gioco minorile. Non possono offrire ai giocatori bonus oltre i 100 euro all’anno e il limite di spesa viene fissato a 1.000 euro al mese, ma alcuni giocatori lo potranno portare a 10mila euro, e in alcuni casi persino a 30mila euro. Insomma il sistema è alquanto rigido, e per questo GVC annuncia che ci vorranno ancora dei mesi per accettare le prime giocate. Ma questo non frena gli entusiasmi, tutte le compagnie che hanno ottenuto la licenza, parlano di un risultato storico.

Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica - probabilità di vincita

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