Gamenet per Natale spacchetta Lottomatica

Gamenet per Natale spacchetta Lottomatica

  • La storica concessionaria delle slot rileva da Lottomatica le divisioni degli apparecchi, dei giochi a distanza e delle scommesse fisiche e online
  • L’operazione ha un valore di 950 milioni di euro
  • Gamenet diventa così il maggiore operatore italiano e uno dei protagonisti europei
  • Monopoli e Antitrust tuttavia potrebbero sollevare delle obiezioni: l’operatore in alcuni settori sembra assumere una posizione dominante
  • Lottomatica non esce dal mercato italiano, ma adesso conserva le sole concessioni esclusive

 

Suona un po’ come il topolino che ha scalato la montagna l’acquisizione messa a segno da Gamenet nelle scorse ore, la compagnia ha messo le mani in un sol colpo sulla rete di slot e videolottery, sulle scommesse online e a terra e sulla divisione online di IGT, al secolo Lottomatica. Non è tanto per Gamenet – che di certo non è l’ultima arrivata nel mondo italiano del gaming – quanto per Lottomatica che sembra spogliarsi di un discreto numero di gioielli di famiglia.

 

Gamenet Group diventa il leader in Italia nel mercato dei giochi ed in tutti i segmenti di attività online, scommesse sportive e gaming machines” festeggia l’operatore che sul piatto mette 950 milioni di euro: 725 milioni arriveranno alla firma definitiva (che è prevista entro la metà del 2021), il resto verrà spalmato in due tranche, a dicembre 2021 e a settembre 2022. Prima però serviranno i via libera dell’Antitrust e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che potrebbero riservare qualche sorpresa, soprattutto per le slot e le scommesse.

 

Le due compagnie ieri…

Lottomatica non ha bisogno di molte presentazioni, è uno dei concessionari storici italiani, nato nel 1990, all’epoca si dedicava solo a Lotto e Lotterie che del resto erano gli unici giochi legali nella Penisola. Con la progressiva regolamentazione del mercato si ramificò velocemente in tutti gli altri settori, fino a diventare il maggiore player nazionale. Nel 2006 l’acquisizione di Gtech – di cui poi avrebbe assunto il nome nel 2013 – che segnò l’espansione a livello internazionale, la tecnologia della società italiana viene ad esempio impiegata da diverse lotterie statunitensi. La fusione con IGT è arrivata nel 2015, la compagnia lasciò la borsa di Milano e venne quotata a quella di New York, ma finora aveva mantenuto in Italia la propria roccaforte.

 

Gamenet opera nel settore degli apparecchi fin dalla legalizzazione del mercato, nel 2004. Nel dicembre 2010 è passata poi sotto il controllo del fondo Trilantic Capital Partners Europe. Nel 2016 ha messo a segno la prima operazione di rilievo, con l’acquisizione di Intralot non solo ha consolidato la propria posizione nel settore degli apparecchi, ma si è anche guadagnata un posto di rilievo nelle scommesse e nei giochi online. È stato però circa due anni dopo – esattamente a ottobre 2018 – che ha acquisito definitivamente spessore: ha rilevato per 273 milioni di euro la Goldbet e ha così messo insieme una delle maggiori reti delle scommesse a terra. Esattamente un anno fa, infine, è passata sotto il controllo del fondo statunitense Apollo Global Managment che da sempre ha un’attenzione particolare per il settore del gioco: fino al 2015 controllava l’inglese Gala Coral che cedette in vista della fusione con Ladbrokes.

 

…e oggi

Stando ai dati della Ficom Leisure, GoldBet parte sicuramente avvantaggiata nel segmento delle scommesse, sia online che a terra. Nel 2019 ad esempio, Goldbet ha incamerato il 18,4% dei ricavi delle scommesse a terra, contro il 13% di Lottomatica Better. Nel caso delle scommesse online le due sono rispettivamente all’8,2 a al 5,5%. In media, Goldbet controllava una quota di mercato del 13,8%, contro il 9,6 di Lottomatica Better. E questo vuol dire che insieme sono ben oltre il 23%.

 

I rapporti poi però si invertono nel caso degli altri giochi su internet: Lottomatica nel 2019 era tra i primi tre operatori dei casinò online, con una quota del 7,9% circa; e primeggiava anche nel caso del poker, cash o torneo che fosse (rispettivamente con quote di mercato del 6,8 e del 5,6% settore). Goldbet invece scivola al 3,9% del mercato dei casinò online (la metà esatta di Lottomatica), e non compare né nella top5 del poker a torneo, né nella top10 del cash.

 

Lottomatica sembra decisamente avanti anche nel caso degli apparecchi, almeno confrontando i dati che le due compagnie stesse riportano nei bilanci di sostenibilità. Tra awp e vlt gestisce infatti un parco di 50mila macchine, contro le 38.500 di Gamenet. La controllata del fondo Apollo, invece, torna in vantaggio nel caso delle reti di agenzie: tra corner e agenzie vanta 1.732 punti vendita, contro i 1.404 a marchio Better. Ma forse il dato che più conta al momento, è che messi insieme i due operatori gestiscono oltre un terzo della rete sia nel caso degli apparecchi, sia in quello delle scommesse. Per queste due reti, occorre però vedere cosa diranno i Monopoli e l’Antitrust. Per gli apparecchi, infatti, la stessa concessione prevede che ciascun operatore non possa detenere una quota di mercato superiore al 25%. In termini assoluti fanno circa 80.200 macchine, mettendo insieme slot e vlt, e questo vuol dire che Gamenet ne ha oltre 8mila di troppo. Nel caso delle scommesse, invece, la concessione non fissa una soglia massima, ma Gamenet adesso è oltre il 30% e l’Antitrust potrebbe chiedere una sforbiciata.

 

La Lottomatica che verrà

La compagnia di via del Campo Boario non lascia del tutto il mercato italiano, anche se questa operazione ne ridimensiona fortemente il ruolo. Come operatore diretto, conserva i soli Gratta e Vinci e il Lotto, che poi sono i giochi che gestisce come concessionario esclusivo, senza dover competere con altri operatori. Peraltro, nel caso del Lotto, non controlla direttamente il gioco, ma si limita a fornire tutti i servizi necessari per le estrazioni e la raccolta delle puntate. Poi, com’è facile immaginare, continuerà a offrire attraverso la rete di ricevitorie tutti i servizi di pagamento, tipo quelli delle bollette.

 

Marco Sala, CEO di IGT, ha commentato in maniera piuttosto asciutta l’operazione: “Consente alla compagnia di monetizzare le posizioni di leadership nei settori delle slot, delle scommesse sportive e nel gioco online” ha detto in una nota. “Garantisce inoltre una maggiore flessibilità finanziaria”. In effetti, IGT non userà i 950 milioni per perseguire nuove opportunità, ma solo per ridurre il debito, che in effetti era abbastanza elevato, circa 8,2 miliardi di dollari (6,76 miliardi di euro) stando al bilancio dell’ultimo trimestre. Anche se c’è da dire che per la maggior parte si tratta di bond, e i primi scadranno a febbraio 2022.

 

Gamenet diventa il primo operatore italiano

“Siamo entusiasti di questa operazione, che ci consente di raggiungere una chiara posizione di leadership in tutti i segmenti di attività e di diventare uno dei principali attori a livello europeo in questo mercato” ha invece sottolineato Guglielmo Angelozzi, Amministratore Delegato di Gamenet Group. “Attraverso questa acquisizione, la qualità degli asset e delle persone provenienti da Lottomatica rafforzerà ulteriormente le già straordinarie capacità operative del Gruppo Gamenet, il suo capitale umano e il portafoglio dei brand”.

 

Andrea Moneta, Presidente di Gamenet Group e senior advisor di Apollo Management International LLP, ha invece ribadito – tra le altre cose – la piena fiducia nel settore italiano: “Questa transazione, nonostante la significativa incertezza dell’economia a causa della pandemia da Covid-19, mostra in maniera chiara la nostra fiducia nel paese, nella sua regolamentazione e nella sua resilienza”.

Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica - probabilità di vincita

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