Riaperture, si accende uno spiraglio in fondo al tunnel

Riaperture, si accende uno spiraglio in fondo al tunnel

Notizie ITA
  • L’ultimo decreto legge sulle riaperture consente anche alle sale da gioco di tornare in attività
  • Per il settore del gioco, il Governo ha fissato il termine del 1° luglio, ma questa norma riguarda le sole Regioni ancora in giallo
  • Per le Regioni bianche c’è un via libera generale
  • I dati al momento sono incoraggianti, ma resta l’incognita delle varianti

 

Le sale da gioco riaprono il 1° luglio. No, contrordine: potrebbero anche riaprire molto prima, non appena le Regioni in cui si trovano passeranno in zona bianca. L’ultimo decreto legge del Governo sulle riaperture – quello varato il 18 maggio – contiene infatti due norme che vanno lette insieme. Lì per lì, invece, gli operatori hanno fatto caso al solo articolo 7, visto che si riferisce esplicitamente alle sale da gioco. Si tratta appunto della norma che fissa il via libera al 1° luglio. E questo ha gettato il settore del gioco nello scompiglio, si trattava di prolungare lo stop per più di mese.

 

Troppo lontano il termine del 1° luglio

Le sale da gioco sono chiuse dal 24 ottobre scorso, ma fin da subito hanno mal digerito lo stop. La scorsa estate tutti gli operatori hanno effettuato pesanti investimenti per adeguare i locali alle previsioni e per adottare tutte le misure necessarie a rallentare la diffusione del Covid. Con la speranza ovviamente di non subire un nuovo lock-down prolungato. Così, passati i primi mesi di chiusura, il settore ha iniziato a organizzare una serie di manifestazioni per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica. In piazza sono scese anche le dipendenti e le lavoratrici del settore che hanno formato un comitato rosa e hanno mantenuto un presidio permanente di fronte alla Camera dei Deputati. Nel corso delle settimane sono riuscite a incontrare tutti i Ministri competenti e i vertici delle Amministrazioni coinvolte, chiedendo di poter tornare a lavorare quanto prima.

 

Per le sale scommesse in particolare, poi, il termine del 1° luglio avrebbe fatto perdere l’appuntamento con gli Europei di Calcio, è l’occasione ideale per guadagnare qualcosa dopo questa lunghissima pausa. Gli Europei prenderanno però il via l’11 giugno: se avessero dovuto rispettare quella data, le agenzie di scommesse avrebbero aperto quando il Campionato era ai Quarti di Finale, e quindi quando rimanevano appena 7 partite da giocate.

 

Insomma, quando gli operatori hanno letto la data del 1° luglio sui social hanno preso a scambiarsi insulti e ad accusarsi l’un l’altro di aver gestito male le manifestazioni organizzate nei mesi precedenti.

 

Ma il via libera potrebbe arrivare prima

Poi, pian piano, qualcuno si è reso conto che l’articolo 7 del decreto si riferisce solamente alle Regioni che si trovano in zona gialla, e si spera siano che nel giro di qualche settimana ne restino pochissime. Per quelle in zona bianca invece c’è un’altra norma, l’articolo 12, che non riguarda specificatamente il settore del gioco ma qualunque tipologia di attività economiche. Questa norma è scritta in modo piuttosto ostico, si limita a dare una precisazione su un vecchio decreto del 2020, insomma era difficile capire fin dall’inizio cosa volesse dire. In sostanza però consente a tutte le attività economiche di riaprire i battenti, in quelle Regioni che entrano in zona bianca. E – si spera – che nel giro di qualche settimana le Regioni bianche siano la quasi totalità, le previsioni al momento sono incoraggianti.

 

E’ bene ribadire che si tratta di stime, ma se si continua con questo trend le prime a cambiare colore – già dal 31 maggio – saranno Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Una settimana dopo poi dovrebbe venire il turno di Liguria, Abruzzo, Veneto e Umbria. Tra il 14 e il 21 giugno poi arriverà la trance più consistente con altre 10 Regioni – tra cui Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Piemonte – che torneranno alla quasi-normalità. A quel punto rimarrebbero fuori solo Valle D’Aosta, Campania e Basilicata che secondo le previsioni dovranno stringere i denti fino al 21 giugno, o al massimo fino al 28. Chiaramente è fondamentale che l’andamento resti quello attuale, e soprattutto le varianti che stanno circolando da settimane destano preoccupazione. Ma da quello che si può dire al momento, nella maggior parte del territorio nazionale le sale potrebbero riaprire già da metà giugno, e perderebbero solo le primissime partite degli Europei. Oltretutto c’è da considerare che il decreto di qualche giorno fa ha fissato criteri più elastici per passare in zona bianca, e questo certamente semplificherà le cose.

 

Il Governo detta però una condizione

Il Governo però ha posto una condizione nel decreto: si devono adottare le nuove linee guida e i protocolli di sicurezza. Anche in questo caso la condizione non riguarda solo le sale da gioco, ma qualunque attività in generale. Il processo comunque sembra essere sulla strada giusta: la Conferenza delle Regioni ha già presentato la nuova versione. Nel caso delle sale da gioco, non c’è nulla di diverso rispetto a quello a cui ci siamo abituati in questi mesi: mantenimento delle distanze, divieto di assembramenti, rilevazione della temperatura all’ingresso, sanificazioni dei locali e delle apparecchiature di gioco, pagamenti preferibilmente con carte di credito… Le linee guida adesso sono sul tavolo del Premier Mario Draghi e del Ministro della Salute Roberto Speranza. Formalmente dovrà essere quest’ultimo a adottarle con un’ordinanza.

Gioel Rigido
Articolo di:

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