Playtech accende i riflettori sull’America Latina

Playtech accende i riflettori sull’America Latina

Economia

È uno dei mercati del gioco online che al momento promettono i maggiori sviluppi, i ricavi si stima che raggiungeranno i i 3,4 miliardi di dollari già entro il 2025. Ma l’America Latina è anche ricca di sfaccettature culturali, senza contare che i singoli Stati hanno adottato dei quadri normativi molti diversi gli uni dagli altri, in Argentina addirittura cambiano da una provincia all’altra. Nel secondo Responsible Gambling Report, Playtech offre una serie di consigli utili agli operatori che vogliono approcciare i cinque mercati maggiori, ma anche delle raccomandazioni a cui prestare attenzione.

Il quadro dell’America Latina

L’America Latina può contare su una popolazione di 680 milioni di persone e su un tasso di penetrazione degli smartphone che in media raggiunge il 73%. E ovviamente, altro fattore da prendere in considerazione è la fortissima passione per lo sport, il calcio prima di tutti. Insomma, le potenzialità per assicurare una crescita sono nettamente favorevoli.

Ci sono però differenze sostanziali tra uno Stato e l’altro. I cittadini dell’Argentina, ad esempio, sono quelli che usano meno lo smartphone o il pc per giocare, solo il 53% lo ha fatto nei sei mesi precedenti alle rilevazioni. In Brasile il tasso sale al 60%, in Cile al 68%, in Colombia si arriva al 75%. Il dato più alto in Perù dove addirittura si tocca l’82%.

Non tutti si fidano del mercato legale

I giocatori dei vari Paesi hanno una considerazione completamente diversa del mercato regolamentato. Agli estremi opposti ci sono brasiliani e argentini. I primi nel 60% dei casi reputano sia sicuro giocare sui siti degli operatori con licenza, in Argentina la percentuale crolla al 29%. E questo con ogni probabilità è legato al fatto che il 52% dei giocatori brasiliani ha ricevuto messaggi di avvertimento sul fatto che stessero scommettendo in maniera eccessiva; in Argentina la percentuale è solo del 16%.

La ricerca sottolinea tuttavia che l’Argentina ha legalizzato il gioco online diversi anni fa, il Brasile invece lo sta facendo adesso. Ma in ogni caso raccomanda agli operatori di non seguire un unico approccio sul gioco responsabile che valga per tutto il continente.

In media un giocatore su tre, nei Paesi latino-americani, ha ricevuto messaggi di avvertimento, solo l’8% ha avuto l’invito a smettere subito. Il 31% dei giocatori ha ascoltato l’invito, il 26% non lo ha fatto. Il 38% dei giocatori ritiene che i pop-up siano il mezzo più efficace, ma comunque sono graditi anche mail, telefonate e blocchi degli schermi.

La ricerca suggerisce inoltre di fare tesoro di quanto sta succedendo negli altri mercati del mondo. A iniziare dal Regno Unito, dove con il libro bianco si sta cercando di ridimensionare l’impatto del settore. E la ricerca cita misure come quella che impone alle compagnie di gioco di condividere i dati sui giocatori a rischio elevato, e il limite massimo di puntata per i soggetti più giovani.

Servono tecnologia e educazione

“In generale gli operatori dovrebbero usare l’analisi dei dati e gli strumenti tecnologici di cui dispongono per identificare preventivamente i giocatori problematici” ha detto Francesco Rodano, chief policy officer di Playtech. “Gli strumenti di analisi dei comportamenti possono individuare dei pattern dei comportamenti a rischio“.

E poi c’è la tecnologia, oggi è possibile adottare tutta una serie di strumenti – che vanno dai periodi di pausa dal gioco, ai limiti di deposito e di puntata. Sono strumenti che si possono adottare facilmente, “ma poi è necessario che gli operatori individuino i giocatori a rischio e avviino un dialogo” ha detto ancora Rodano. E la ricerca evidenzia anche che le compagnie di gambling dovrebbero anche educare i giocatori. Sui rischi legati al gioco, ma soprattutto sugli strumenti a disposizione.

Gioel Rigido