Nel 2021 boom del gioco online, per la gioia dei giocatori

Nel 2021 boom del gioco online, per la gioia dei giocatori

Economia
  • Il gioco nel 2021 ritorna ai livelli pre-Covid, ma l’online adesso assicura il 60% delle giocate
  • Casino games e scommesse online hanno però un tasso di vincite maggiore, rispetto ai giochi a terra
  • La conseguenza è che si assottigliano sia i ricavi dei concessionari che il gettito erariale
  • Intanto si avvicina la fine del 2022 che registrerà una vera e propria impennata della raccolta

 

Il gioco nel 2021 torna ai livelli pre-Covid, almeno se si ragiona in termini di raccolta. Perché poi una fetta consistente delle puntate si è spostata online, già un anno fa le giocate su internet avevano superato quelle delle agenzie e delle sale, e adesso il divario è aumentato. Il che ha una conseguenze fondamentale: le vincite crescono, mentre la spesa effettiva – quello che i giocatori realmente perdono – e di conseguenza anche il gettito crollano. È il quadro che delinea l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nell’ultima edizione del Libro Blu.

La raccolta l’anno scorso ha superato i 111,1 miliardi di euro, praticamente gli stessi livelli di due anni fa, allora valeva 110,4 miliardi. Per capire cosa stia succedendo, conviene fare un raffronto con il 2019, visto che nell’anno del Covid era calata a 88,2 miliardi. Le vincite sfiorano i 95,7 miliardi, il 5% in più del 2019 (91 miliardi). La spesa effettiva quindi scende a 15,5 miliardi di euro circa, il 20,1% in meno di due anni fa (19,4 miliardi).

 

Perdono sia i concessionari che gli operatori

La spesa effettiva è l’indice più attendibile per misurare lo stato di salute del mercato. Perché non tiene in considerazione i soldi che i giocatori rivincono, e che magari puntano di nuovo. È la somma di due voci: i ricavi degli operatori e il gettito erariale. E come è facile immaginare, entrambe sono in contrazione. I ricavi dei concessionari si attestano a circa 7,1 miliardi, il 12,3% in meno del 2019 (8,1 miliardi), mentre per l’Erario il tonfo è addirittura superiore. Il gettito crolla a 8,4 miliardi, il 25,6% in meno di due anni fa (11,3 miliardi). In sostanza la crescita dell’online premia soprattutto i giocatori.

Ma poi c’è un altro dato da mettere subito in conto, che il direttore dell’ADM Marcello Minenna ha anticipato nel corso della presentazione: le previsioni per il 2022. La raccolta quest’anno raggiungerà i 135-140 miliardi di euro, un vero e proprio record. E bisognerà capire a cosa è dovuta questa impennata, se c’è stata un’ulteriore crescita dell’online, oppure se le slot e delle vlt si sono riprese dal contraccolpo subito tra il 2020 e il 2021.

L’Italia gioca sempre più online

A conti fatti, oggi l’online attrae il 60% delle puntate, solo due anni fa attraeva appena un terzo delle giocate complessive. La pandemia, certo, ha profondamente cambiato le abitudini degli italiani. Ma poi c’è anche il fatto che i giochi su internet nella maggior parte dei casi offrono una percentuale di vincite superiore a quella degli omologhi terrestri. E questo spiega anche perché i ricavi degli operatori e il gettito dello Stato si siano ridotti così tanto.

Guardando le dinamiche dei due segmenti, il web garantisce una raccolta di 67,1 miliardi di euro e oltretutto mette a segno una crescita vertiginosa, il 36,5% in più dell’anno precedente. Anche le agenzie e le sale riprendono quota, anzi il dato è di tutto rispetto (+12,7%). Ma appunto recuperano in parte il terreno perso a causa dei lockdown. Ovviamente, anche nel 2021 le sale sono rimaste per diversi mesi chiuse, ma si può dire senza timore di smentita che nel 2020 il contraccolpo è stato maggiore. In termini assoluti, comunque, le giocate a terra superano i 44 miliardi di euro.

 

Online, volano Gratta e Vinci e SuperEnalotto

Per quanto riguarda l’online, i prodotti che registrano le crescite maggiori sono anche quelli che tradizionalmente pesano meno sul bilancio complessivo. I Gratta e Vinci compiono un balzo del 49,3% (ma poi le giocate sono di appena 94 milioni); il SuperEnalotto e gli altri giochi numerici guadagnano il 48,2% (54 milioni), i giochi a base ippica oltre il 45% (249 milioni).

I casino games e le scommesse sportive incassano ben altri numeri (rispettivamente 47,5 e 11,9 miliardi) e oltretutto registrano tassi di crescita di poco inferiori (+43,2% e +43,6%). Molto bene anche le scommesse virtuali (763 milioni, +41,6%), mentre il betting exchange cresce del 2% (2,2 miliardi). Perde colpi infine il poker, sia cash (-10,2%, 2,6 miliardi) che torneo (-11,3%, 1,2 miliardi).

 

A terra perdono le slot

Nel gioco a terra, ciò che colpisce maggiormente è il crollo del settore degli apparecchi, tradizionalmente quello che garantisce i volumi maggiori. La raccolta si ferma a 18,2 miliardi di euro, il 3,5% in meno dell’anno precedente, che peraltro aveva registrato una violenta battuta d’arresto. I Monopoli danno la colpa al lockdown: “Il fenomeno è sicuramente in parte dovuto alla sospensione della Raccolta, avvenuta per oltre 5 mesi nel corso del 2021 a causa dell’emergenza pandemica”. La spiegazione però convince fino a un certo punto, visto che il 2020 ha subito uno stop ben peggiore.

Viene da pensare che una parte dei giocatori si sia spostata online, visto il boom dei casino games. Difficile però credere a una migrazione di massa. Gli analisti sostengono che gli appassionati di slot e vlt siano tra i giocatori meno inclini a usare smartphone e tablet. Più probabile che dopo due anni di pandemia, i clienti abbiano fatto un po’ di fatica a tornare in sala. Nel caso occorrerà vedere se la crescita vertiginosa che i Monopoli hanno annunciato per il 2022 sia dovuta almeno in parte a una ripresa delle slot.

 

Crollano anche le scommesse

Profondo rosso per le scommesse in agenzia (poco più di 2 miliardi, il 22% in meno del 2020), ma qui è più probabile che la causa principale sia la concorrenza dell’online. Al contrario le scommesse virtuali riprendono terreno (1,1 miliardi, +3%), anche se sono molto lontane dai livelli pre-Covid (nel 2019 avevano superato gli 1,7 miliardi). In calo del 14,5% i giochi a base ippica (182 milioni), e non si può fare a meno di notare che per questo gioco – considerato tradizionale – ormai il grosso delle giocate arriva online.

Molto bene i giochi da banco, con i Gratta e Vinci che volano oltre i 12 miliardi (+48,3%), il SuperEnalotto e gli altri giochi numerici che guadagnano oltre il 30% (quasi 1,6 miliardi), e Lotto e 10eLotto infine superano gli 8,1 miliardi (anche in questo caso la crescita supera il 30%). Il bingo riprende una boccata di ossigeno, anche se la situazione non è affatto tranquilla (689 milioni, +2,5%).

 

Il boom del 2022 ottenuto grazie al contrasto al gioco illegale

Nel corso della presentazione, Minenna ha poi annunciato che nel 2022 il mercato registrerà una crescita attorno al 30% e raggiungerà i 135-140 miliardi di euro. “Risultati eccellenti” li ha definiti, e ha attribuito tutto il merito all’attività dell’Agenzia che ha “innalzato i livelli di controllo e intensificato l’azione di contrasto all’illegalità”. Finora si era sempre stimato che il mercato illegale valesse 20 miliardi di euro, lo stesso Minenna in più occasioni ha citato questo dato. Adesso però le parole nel numero uno dell’Agenzia lasciano intendere che l’illegale valesse almeno il doppio, e magari anche di più.

Gioel Rigido
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