Il 2020 spacca il settore: crollano le sale, vola l’online

Il 2020 spacca il settore: crollano le sale, vola l’online

Economia
  • L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica la nuova edizione del Libro Blu, quella con i numeri ufficiali della pandemia
  • A terra perdono tutti i giochi, anche quelli che non hanno dovuto rispettare il lock-down
  • Online invece la crescita è generalizzata, decollano anche quei prodotti che preferiscono i canali tradizionali
  • Il boom dell’online tuttavia compensa solo in parte la chiusura delle sale e a rimetterci è anche l’Erario

 

La pandemia di Covid nel 2020 ha spaccato in due il settore dei giochi, da tempo si dice che da un lato abbia colpito pesantemente tutti i prodotti a terra e dall’altro invece ha fatto impennare il canale online. Adesso a tirare le somme arrivano i dati ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, raccolti nell’ultima edizione del Libro Blu.

 

Nell’insieme il settore ha perso bruscamente terreno, la raccolta si è fermata a 88,3 miliardi di euro, il 20% in meno dell’anno precedente (allora aveva toccato i 110,5 miliardi), e di conseguenza anche le vincite sono state meno, per l’esattezza si sono fermate a 75,3 miliardi di euro, il 17,3% in meno (oltre 91 miliardi). La spesa effettiva, ovvero la differenza tra queste due voci, ha perso oltre il 33%: si è attestata a poco meno di 13 miliardi, contro i 19,4 dell’anno precedente. La voce che ha subito la contrazione più accentuata però è il gettito erariale: è crollato a 7,2 miliardi, il 36,2% in meno di quanto il settore dei giochi aveva portato nelle casse dello Stato nel 2019. Allora si trattava di un tesoretto da  11,3 miliardi.

 

Sale, agenzie e anche le ricevitorie, chiudono in rosso

In perdita però sono essenzialmente i giochi a terra, visto che il lock-down delle sale e le restrizioni alla libertà di movimento hanno congelato il settore per mesi e mesi. Considerando la spesa effettiva, il canale a terra si è fermato a circa 10,3 miliardi di euro, il 41,4% in meno dell’anno precedente. Questa voce alla fine corrisponde ai ricavi degli operatori e al gettito del fisco, in termini assoluti hanno rinunciato a 7,3 miliardi di euro.

 

Non ci sono sconti, il bilancio è pesante per tutti i prodotti offerti nelle sale, con il bingo perde più di tutti. Lascia sul campo il 59,2% in termini di spesa effettiva e scivola a 183 milioni o poco più. Profondo rosso anche per slot e vlt che sprofondano a 4,8 milioni, il 53,4% in meno dell’anno precedente. Tra gli altri giochi, le scommesse virtuali perdono il 39% (169 milioni), le sportive il 33% (582,4 milioni).

 

In netta contrazione anche i cosiddetti giochi da banco con il Lotto che ad esempio perde oltre il 20% e si ferma a 1,8 miliardi, e i Gratta e Vinci il 15% e calano a 2,1 miliardi. Un risultato che un po’ sorprende visto che le tabaccherie non hanno dovuto rispettare il lock-down e quindi hanno continuato a commercializzare questi prodotti. Evidentemente però gli italiani li hanno acquistati meno, a causa delle restrizioni alla libertà di movimento.

 

Online volano anche il Lotto e i Gratta e Vinci

I giochi online invece hanno messo a segno un balzo del 44,7% e hanno garantito una spesa effettiva di oltre 2,6 miliardi di euro. Operatori e fisco però hanno recuperato solo una minima parte dei soldi che non hanno incassato dal canale a terra: l’incremento è stato di appena 826 milioni. E questa cifra sembra ancora più piccola se si pensa che la raccolta online è cresciuta di oltre 12,8 miliardi (da 36,4 a 49,2 miliardi). Ma del resto il gioco online ha una payout – la percentuale delle giocate restituite come vincite – nettamente più alta dei prodotti a terra, nel 2020 il 94,5% delle puntate sono tornate ai giocatori sotto forma di vincite.

 

In questo caso crescono tutti i prodotti o quasi. Largamente annunciata la crescita di una serie di giochi, a iniziare dai casinò online che guadagnano il 46,5% e superano abbondantemente la soglia del miliardo dei ricavi: per l’esattezza volano oltre gli 1,2 miliardi. In netto positivo il poker, con il cash che guadagna il 37,5% (82,6 milioni) e il torneo addirittura il 60% (toccando la cifra record di 124 milioni).

 

Boom anche per le scommesse sportive che sfiorano il miliardo di ricavi, il 37,5% in più dell’anno prima. Decollano le scommesse virtuali che garantiscono quasi 76 milioni di spesa effettiva, il 155% in del 2019. E crescono vertiginosamente anche alcuni prodotti che di solito fanno il grosso dei volumi nelle ricevitorie, come il Lotto (+56%, 46,4 milioni) e i Gratta e Vinci (+57,8%, 11,4 milioni).

Gioel Rigido